Ci penserà la gente


01/2015

Cecilia Salmè è una violoncellista che da qualche anno suona con noi quando è possibile.

Venerdì 19 dicembre 2014 è stata per noi una giornata speciale. Alla sera abbiamo presentato a Ivrea il nuovo disco “Avevi ragione Woody!” davanti a tantissime persone, molte delle quali hanno visto crescere questo lavoro durante l’anno, mese dopo mese, partecipando in piccoli gruppi alle prove aperte presso la Libreria Cossavella e sostenendoci da ogni punto di vista. Vedere alla fine dello spettacolo i dischi scivolare dentro alle loro tasche è stato un po’ come restituire qualcosa e chiudere un cerchio.

Ma se queste sono sensazioni che non ha nemmeno troppo senso descrivere, qualcosa di più si può dire sulla modalità in cui tutto è avvenuto, proprio perché – dalla preparazione dello spettacolo alla produzione del disco – “ci ha pensato la gente” e non un’agenzia, né un’etichetta, né un ente pubblico o il direttore artistico di questo o quel teatro. Ci ha pensato chi ha deciso di aiutarci con il proprio contributo, di volta in volta: una piccola dimostrazione di qualcosa di più grande, che insinua alcune domande su come gli enti pubblici gestiscono l’offerta culturale, confusa quasi ovunque con lo spettacolo, schiacciato a sua volta sul teatro più vacanziero, farcito di cognomi, doppi sensi, amanti negli armadi e così via. Poche agenzie a marginare tanto, i cartelloni d’Italia uniformati ad un’unica, grande rappresentazione di Stato, con buona pace dell’eterogeneità territoriale, dei ragazzi e in genere di quelle periferie culturali che di essere stimolate e incluse avrebbero più bisogno.

L’ascolto che vi proponiamo in questo numero è la continuazione di questo discorso con altri mezzi. Mao legge sul violoncello di Cecilia Salmè alcune parole con cui Woody negli anni Trenta attaccava la crescente industria musicale, prefigurando scenari che ormai sono sotto gli occhi di tutti: il mercato non intercetta più un gusto, un clima, una sensibilità popolare, ma la crea. E’ un pezzo commovente e abbiamo deciso di farne l’ultima traccia del nostro nuovo disco.

 

 

Qualche anno dopo avere scritto queste parole, nel vedere il folk ulteriormente ripulito di ogni complessità e rabbia sociale, Woody avrebbe ancora aggiunto: “questo Paese giungerà al punto in cui non riconoscerà più la sua stessa voce”.

Finché si studia, però, non è detta l’ultima parola.

Un giorno mi è stato chiesto di registrare le parti di archi di “Avevi ragione Woody!”. Ho accettato con entusiasmo. Ma bisognava renderlo bene quel suo spirito guerriero, quella sua America in bianco e nero, tenerlo stretto in ogni particolare, anche in quella mia parte. E allora proviamo, incidiamo, rifacciamo, riascoltiamo, chissà quante volte. Alla fine però le parti di violoncello che ho registrato cantano assieme, scrivono una storia sola con la chitarra e con la voce di Mario e di Mao. Il racconto è bellissimo, e questo è il mio lieto fine.

Cecilia Salmè è una violoncellista che da qualche anno suona con noi quando è possibile, dal vivo come nelle registrazioni in studio. La ringraziamo per la sua musica e per queste parole.