Il miracolo di sabbia


10/2015

A furia di pensare con la propria testa, di plasmare idee e materia, quelle mani convinsero il destino a farsi da parte.

A chi per giungere ha fatto lunghi chilometri di curve, salite e discese, Orani si fa trovare sdraiato tra i fianchi delle sue larghe montagne, sincero e abituato a mostrarsi per quello che è: un grazioso paesello di profumi e silenzi, con il sole d’estate appena lì sopra e le ombre degli alberi immobili sui muretti di pietra. Orani, però, è anche qualcosa di più. E’ il posto in cui capitò parecchi decenni or sono un miracolo, un miracolo bello e italiano: erano gli anni Venti del secolo scorso, quando le mani di uno dei suoi ragazzi cominciarono improvvisamente a pensare…

Erano mani di muratore, o almeno quella era la decisione che aveva preso per tutti il destino: ma a furia di pensare con la propria testa, di plasmare idee e materia, quelle mani convinsero il destino a farsi da parte e se ne andarono in giro per mezzo mondo a spargere arte e bellezza.

Erano le mani di Costantino Nivola.

Sesto di dieci figli nella dura Sardegna d’inizio Novecento, “Titino” dovette lasciare il paese per poter coltivare il suo dono. Eccolo frequentare dal 1931 l’Istituto d’arte di Monza, conoscervi gli artisti sardi Giovanni Pintori e Salvatore Fancello, innamorarsi di Ruth Guggenheim, affezionarsi all’idea dell’arte applicata all’architettura. Eccolo entrare nel ’36 nell’azienda più affascinante del Novecento – l’Olivetti dell’Ingegner Adriano, industriale mistico e visionario – e diventare abbastanza presto il direttore artistico della sezione grafica.

Ma eccolo, anche, fuggire dall’Italia di corsa appena due anni dopo. Le sue posizioni nei confronti del fascismo si erano fatte sempre più dure, e adesso c’erano di mezzo anche le leggi razziali. Costantino dovette fuggire con la sua Ruth, ebrea, e raggiungere prima Parigi e poi l’America.

Le sua mani continuarono a pensare anche al di là dell’oceano, presero a disegnare e dipingere New York, fino a quando approdarono all’idea che negli anni Cinquanta rese loro famose, una nuova tecnica di esecuzione, il sand-casting: forme modellate in negativo sulla sabbia su cui versare una colata di gesso o di cemento (nelle opere più grandi), per avere così rilievo definitivo. E’ la tecnica adottata nel 1953 per l’allestimento del negozio Olivetti, proprio a New York sulla Quinta Strada, e entrato nel mito in virtù della sua bellezza e l’originalità delle idee espositive.

Miracolo di sabbia

In tutta l’opera di Costantino Nivola, è stato molto ben detto, “si affermò una concezione dello spazio dilatata e priva di centro, distesa per lo più in orizzontale, e docile, in contrasto con l’autonomia della scultura verticale e isolata”. La Sardegna fu il giacimento di bellezza a cui attinse per tutta la vita, il patrimonio antropologico enorme dal quale doversi staccare per poterlo ereditare e assimilare completamente, approdando alla “scultura come arte corale e incentrata sul tema di una femminilità archetipica, identificata con la Natura”.
Eccolo vivere e invecchiare, Costantino Nivola, dopo le innumerabili iniziative artistiche, dopo l’insegnamento per tutti gli anni Settanta alle Università di Harvard e di Berkeley. E dare l’addio a tutti quanti, da laggiù, un giorno di primavera.

Le sua mani riposano a Long Island dal 5 maggio 1988.

Non guardate questi quadri e queste sculture come si guardano degli oggetti e le cose di tutti i giorni: la sedia, il bicchiere, il mestolo. Questo modo di vedere e di conoscere si deve alle necessità biologiche degli istinti. Mentre l’animale vede e conosce il pasto, la compagna, il nemico, l’uomo quando esce da questo stato di necessità può vedere le cose che lo circondano senza pretendere da esse un utile. Voi potete guardare la sedia senza avere bisogno di sedervi, il bicchiere senza desiderio di bere, il mestolo senza voglia di riempire il piatto. E’ soltanto così che si capisce la forma, il materiale e il colore di tutte queste cose. E così è per l’arte. L’occhio nel guardare queste forme e colori rimane incantato e stimola la mente e il cuore, e la fantasia apre la porta dei miracoli…

Costantino Nivola
Ho bussato alle porte di questa città meravigliosa.