Recensione sulla Domenica del Sole 24 Ore


09/2019

Prima che inizi lo spettacolo, in questa serata di mezza estate, nella campagna e sulle colline si sente soltanto il frinire dei grilli.

Riportiamo di seguito la recensione dello spettacolo “Direction Home” scritta da Paolo Bricco per l’inserto domenicale del Sole 24 Ore, pubblicata il 1 settembre 2019.

 

Performance: intervallato da brani di Bob Dylan, va in scena uno spettacolo che racconta la storia del grande industriale tra successi e fallimenti

“ADRIANO OLIVETTI E LA SUA VITA SOTTO LE STELLE”

Prima che inizi lo spettacolo, in questa serata di mezza estate, nella campagna e sulle colline si sente soltanto il frinire dei grilli. Nel sottotetto di cascina Caccia, l’edificio di San Sebastiano da Po in provincia di Torino confiscato alla famiglia di ‘Ndrangheta Belfiore, va in scena Direction Home, lo spettacolo delle Voci del Tempo su Adriano Olivetti. Un lavoro che raccoglie quindici anni di studio e di esperimenti del gruppo formato da Marco Peroni, storico della cultura popolare e performer, e da Mario Congiu, musicista e produttore della scena indipendente. Il silenzio è interrotto quando i due iniziano a raccontare la storia di Adriano Olivetti – industriale, politico e organizzatore culturale – intervallata da brani di Bob Dylan.

“Siamo partiti da un modello più didascalico – racconterà Peroni sotto il palco, dopo lo spettacolo – e siamo arrivati a interpretare la vita e i valori, i successi e i fallimenti di Adriano secondo un codice più poetico che storico”. Questo scarto permette alle Voci del Tempo di imbastire uno spettacolo soltanto in apparenza non omogeneo, ma in realtà assai coerente nelle emozioni e nei pensieri che si producono e che si rincorrono fra il pubblico raccolto nel sottotetto di questa cascina.

“All’inizio – spiega Congiu – raccordavamo gli episodi della vita di Adriano con musiche degli anni Trenta, Quaranta, Cinquanta”. Filologicamente la scelta era più precisa. Ma, certo, è potente l’impatto che provoca l’accostamento fra Hurricane, la canzone dedicata da Dylan al pugile nero Rubin Carter ingiustamente accusato di triplice omicidio, e la notte del 1926 in cui Adriano guida la macchina che porta in salvo Filippo Turati, il vecchio leader socialista in fuga dal fascismo verso l’esilio in Francia. E produce commozione l’unione – quasi la fusione – fra la lettura di Peroni dei brani di ingegneria e di utopia sociale tratti dall?Ordine politico delle Comunità e l’esecuzione di Congiu di Mr. Tamburine Man.

Le Voci del Tempo adottano dunque questo metodo del binomio fra un personaggio storico e un cantante (o un gruppo musicale): per esempio, Antonio Gramsci e Bob Marley, Gigi Meroni e i Beatles. Dice Peroni, già allievo di Giovanni De Luna e primo in Italia a studiare la canzone d’autore con le categorie della ricerca storiografica e antropologica nel saggio Il nostro concerto. La storia contemporanea fra musica leggera e canzone popolare (2005, Bruno Mondadori): “Nel caso di Olivetti e Dylan, hanno prevalso la carica politica e il senso scabroso della loro eredità. Inoltre, esistono connessioni immaginarie molto forti: Dylan scriveva con una Lexikon 80 e con una Lettera 32”. E, poi, c’è la categoria dell’ebraismo. Più implicita in Olivetti, più esplicita in Dylan: “Le citazioni bibliche nelle sue canzoni sono ricorrenti. E in Adriano esiste, secondo alcuni, un sottofondo di messianesimo ebraico”, riflette Congiu.

Le Voci del Tempo si esibiranno con questo spettacolo a Ivrea il 7 di settembre alle ore 21.30 nella Chiesa di San Bernardino a Ivrea: nel complesso, dunque, del convento che fu casa degli Olivetti negli anni difficili e gloriosi in cui la storia della fabbrica di macchine per scrivere ebbe inizio.