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24 agosto 2017
Castelnuovo Don Bosco


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Ala destra travolgente, anticonformista gentile, ragazzo a spasso con una gallina al guinzaglio per il centro di Torino, Gigi Meroni è uno dei simboli di una generazione e della sua ansia di libertà. Sullo sfondo, l’Italia degli anni Sessanta travolta dal cambiamento: un Paese in fermento che lo spettacolo restituisce in tutta la sua vitalità e in tutte le sue contraddizioni. Dov’è possibile, Le Voci del Tempo si avvalgono della sezione d’archi composta da Nadia Bertuglia (violino), Giulia Finco (violino) e Cecilia Salmè (violoncello). Con questa formazione, lo spettacolo è stato inserito dal Teatro Stabile di Torino all’interno del cartellone “Fare gli Italiani Teatro”, diretto da Mario Martone e Giovanni De Luna, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Lo spettacolo ha generato la fortunata graphic novel “Gigi Meroni, il ribelle granata”, di Marco Peroni e Riccardo Cecchetti, Edizioni BeccoGiallo definita da Gianpaolo Ormezzano su La Stampa “tutta meravigliosa”.

“Lo spettacolo è riuscito proprio bene e lo dicono anche tutti gli amici e conoscenti che ho sentito nei giorni successivi. Mi è piaciuto come avete saputo restituire la leggerezza tipica della farfalla. Avete avuto successo perché la banalità non vi appartiene. Avete fatto rivivere Luigino sottolineando la sua semplicità e il suo piacere di giocare al pallone come se fosse sempre un gioco, appunto, e non un lavoro. La voce calma di Marco ha trasmesso in me sensazioni uniche e ha fatto ritornare la mia memoria su tanti momenti della sua presenza in famiglia sempre gioioso, stimolante e originale. È stato come una seduta terapeutica rigenerante. Non so come ringraziare Mario e tutti i musicisti che hanno creato la giusta atmosfera senza eccessi: mi sembrava di essere sul palco a dialogare ancora con Luigino”.

Maria Meroni