Un po’ di normalità


01/2015

C’è sempre qualcuno che urla nei corridoi, qualche cancello che viene sbattuto all’improvviso.

Ma la giornata del 19 dicembre era cominciata parecchie ore prima, alla casa circondariale di Ivrea, dove alle ore 13 in punto abbiamo portato lo stesso spettacolo per i detenuti comuni. Non è facile fare una cosa del genere, proprio artisticamente, perché la chiesa – l’unico spazio in cui si possono riunire più di trenta persone – ha la peggiore delle acustiche, il suono rimbalza un po’ dappertutto e confonde note e parole, mentre le guardie hanno ricetrasmittenti che suonano continuamente. C’è sempre qualcuno che urla nei corridoi, qualche cancello che viene sbattuto all’improvviso. Se non altro, pensavamo, non stiamo facendo il nostro mestiere per finta.

È stata una cosa particolare, che mi ha riportato con la mente all’esterno, quando frequentavo i locali, prima del 2009, sorseggiando una birra e ascoltando buona musica. Il repertorio era ottimo, anche se poco conosciuto, visto che Woody è un personaggio dell’inizio ‘900. Musicista a cui poi si ispirarono molti dei più grandi cantautori di oggi. Elevata la bravura dei musicisti che con le loro chitarre riempivano di armonia queste mura. Per noi detenuti di Ivrea è stata una boccata d’ossigeno. Spero che eventi musicali come questo saranno riproposti, anche per portare un po’ di normalità in un posto spesso dimenticato da tutti. Un ringraziamento da tutti noi a Marco, Mario e Mauro per la disponibilità e la voglia che hanno messo per portarci un po’ di gioia.

Salvatore Maureddu

Mancavano all’appello diverse persone che hanno scelto – e hanno fatto benissimo – di sfruttare la giornata di sole invernale per andare “all’aria”. Ma è stato bello lo stesso, perché ci è sembrato che a più di qualcuno arrivasse il senso profondo delle canzoni, e nel modo in cui ci ha stretto la mano alla fine dello spettacolo c’era molto di più di quel che si potrebbe scrivere qui. Siamo entrati con spirito di viaggiatori e non di missionari. A volte diamo il nostro mondo per universale e invece è soltanto quello della nostra classe sociale di riferimento, del gruppo umano di cui facciamo parte, che spesso è più piccolo di quel che ci sembra. Si può anche girare tutto il mondo senza mettere il naso fuori di lì. Siamo entrati per uscire, in un certo senso.

Una delle canzoni che ha fatto battere più forte le mani è un pezzo di quasi ottant’anni fa, che Woody scrisse – guarda caso – animato da una forte avversione per certi comportamenti delle autorità. “Do Re Mi” è rimasta fuori dal nostro disco per ragioni di scaletta, anche se abbiamo dedicato molta cura all’arrangiamento, e così ve la proponiamo volentieri. Woody i racconta quanto accadde nel corso di alcuni mesi del 1936, quando la polizia di Los Angeles organizzò un vero e proprio blocco stradale – 200 km fuori dalla sua giurisdizione e dunque in modo completamente illegale – per impedire agli emigranti l’accesso allo Stato della California… a meno di non pagare almeno 50 dollari a testa “per dimostrare di non essere inabili al lavoro”! Si trattava di masse di contadini in fuga dalle campagne che le tempeste di polvere avevano seppellito a partire dal 1933. Molti di loro, come Woody, provenivano dall’Oklahoma. Il blocco era stato chiamato allegramente “anti-barboni” e come tale fu celebrato dal Los Angeles Time. La canzone fece giustizia di questa truffa – “do re mi” sta chiaramente per “pecunia” – così come di ogni immagine paradisiaca della California veicolata da radio e giornali per ammassare manodopera a basso costo attorno ai campi.

Ma abbiamo scelto di proporvela anche per un motivo squisitamente musicale, per il suo ritmo ripreso, a ricordarci che ovunque, anche nella peggiore delle situazioni, “la gente” ha saputo cantare, suonare, ballare, farsi coraggio e pensare.

 

 

Do Re Mi (Woody Guthrie)

Lots of folks back East, they say, is leavin’ home every day,
Beatin’ the hot old dusty way to the California line.
‘Cross the desert sands they roll, gettin’ out of that old dust bowl,
They think they’re goin’ to a sugar bowl, but here’s what they find
Now, the police at the port of entry say,
“You’re number fourteen thousand for today.”

Oh, if you ain’t got the do re mi, folks, you ain’t got the do re mi,
Why, you better go back to beautiful Texas, Oklahoma, Kansas, Georgia, Tennessee.
California is a garden of Eden, a paradise to live in or see;
But believe it or not, you won’t find it so hot
If you ain’t got the do re mi.

You want to buy you a home or a farm, that can’t deal nobody harm,
Or take your vacation by the mountains or sea.
Don’t swap your old cow for a car, you better stay right where you are,
Better take this little tip from me.
‘Cause I look through the want ads every day
But the headlines on the papers always say:

If you ain’t got the do re mi, boys, you ain’t got the do re mi,
Why, you better go back to beautiful Texas, Oklahoma, Kansas, Georgia, Tennessee.
California is a garden of Eden, a paradise to live in or see;
But believe it or not, you won’t find it so hot
If you ain’t got the do re mi.

 

Traduzione

Un sacco di gente, laggiù ad Est, dicono, sta lasciando casa ogni giorno
cercando di battere la vecchia torrida polverosa strada verso la California.
Si muovono attraverso le sabbie del deserto, fuggendo le siccità del Profondo Sud,
pensano di finire in una zuccheriera, ma ecco quello che trovano:
la polizia alla porta d’ingresso, che dice:
“Sei il numero 14.000 di oggi.”

Oh, se non avete il do re mi, gente, se non avete il do re mi,
Allora meglio tornare negli splendidi Texas, Oklahoma, Kansas, Georgia, Tennessee.
California è il giardino dell’Eden, un paradiso da viverci o da visitare;
Ma credeteci o no, non lo troverete così caldo
se non avete il do re mi.

Vuoi comprarti una casa o una fattoria, senza fare male a nessuno.
O farti una vacanza in montagna o al mare.
Non cambiare la tua vecchia mucca per un auto, stai dove sei, è meglio
ed è meglio che ti fidi di questa mia dritta.
Perché sfoglio gli annunci ogni giorno
ma i titoli dei giornali dicono sempre:

Se non avete il do re mi, ragazzi, se non avete il do re mi,
allora meglio tornare negli splendidi Texas, Oklahoma, Kansas, Georgia, Tennessee.
California è il giardino dell’Eden, un paradiso da viverci o da visitare;
Ma credeteci o no, non lo troverete così caldo
se non avete il do re mi.

(Ringraziamo l’amico Stefano Bozzo per la traduzione).

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