Sinking of the Reuben James


11/2014

Avete sentito parlare della nave chiamata Reuben James?

Una nostra interpretazione di una canzone davvero bella e importante. Parole e musica sono di Woody Guthrie. La prima incisione è degli Almanac Singers (Bess Hawes, Pete Seeger, Millard Lampell, Woody Guthrie, Arthur Stern, Sis Cunningham) e compare nel disco intitolato Dear Mr. President, registrato nel febbraio del 1942. Il brano racconta l’affondamento del cacciatorpediniere americano “Reuben James”, ad opera dei sottomarini tedeschi, avvenuto il 31 ottobre del 1941 al largo dell’Islanda. La “Reuben James” stava scortando un convoglio di navi mercantili dirette in Inghilterra, e fu la prima nave alleata della Seconda Guerra Mondiale ad essere affondata.

Woody, che scrisse la canzone quasi immediatamente, avrebbe voluto cantare tutti i nomi degli oltre cento marinai che persero la vita nell’attacco. Lo fece idealmente, con questo ritornello: “Oh, dimmi, quali erano il loro nomi, quali erano loro nomi?/Hai avuto un amico sulla buona Reuben James?”. Abbiamo deciso di farvene omaggio perché questa bellissima canzone documenta un momento importante nell’evoluzione del secondo conflitto mondiale. Di lì a poco, il 7 dicembre, ci sarebbe stato l’attacco di Pearl Harbour per mano giapponese, decisivo per spingere gli Stati Uniti all’intervento. Woody Guthrie e gli Almanac Singers, che fino a pochi mesi prima avevano sempre pubblicato canzoni fortemente antimilitariste, avevano cambiato linea politica da quando l’esercito nazista aveva attaccato l’Unione Sovietica. Ora esaltavano il carattere democratico, antifascista e popolare della guerra. Woody fu coerente fino in fondo con questo suo cambio di prospettiva, arrivando a imbarcarsi più volte come volontario nella marina mercantile americana… ma di questo, se avete già sentito il nostro spettacolo a lui dedicato, siete sicuramente informati.

Abbiamo scelto questa canzone anche per un altro motivo, e cioè condividere il nostro modo di lavorare, farvi partecipi di ciò che sta a monte degli spettacoli. Per tre anni abbiamo studiato a fondo il repertorio di Woody. Conoscevamo già una parte delle sue canzoni, grazie alle versioni di artisti contemporanei come Dylan, Springsteen, Wilco, Arlo Guthrie, Billy Bragg, ma la produzione di Woody presa per intero ci ha messo in difficoltà. È monumentale e molto spesso ostica. Si tratta di materiale registrato prima che l’industria discografica omologasse forma e durata delle canzoni, facendone dei prodotti più facili da trasmettere in radio e far circolare sui relativi supporti: le strutture dei brani non sono quasi mai simmetriche, la quantità di strofe è commisurata unicamente alla lunghezza della storia da raccontare, i testi sono apparentemente semplici ma in realtà densissimi e ricchi di slang. Infine, la qualità sonora delle registrazioni è prevalentemente scarsa.

Fin dall’inizio del progetto “Le Voci del Tempo” è stata nostra abitudine, in fase di studio di una canzone, registrarne una versione tutta nostra per impararla, stabilire tonalità e ritmo, prepararla per essere eseguita dal vivo in modo originale. Come potete sentire nel brano che vi proponiamo, questi arrangiamenti prevedono l’uso di più strumenti, che servono per aiutarci a mettere meglio a fuoco la dinamica della canzone, i piano e i forte, le parti soliste. Con i pezzi di Woody, questo lavoro si è rivelato particolarmente utile per portarli ai nostri giorni, interpretarli come fossero scritti ieri e non sessanta o settant’anni fa. E qui è nata la magia. Abbiamo capito che sono canzoni libere. Libere di essere cantate, aggiornate, arricchite o semplificate. Sono canzoni che lasciano intravedere, che evocano, che suggeriscono, come meravigliosi appunti a disposizione di chi li vuole, di chi ne ha bisogno. Ci siamo lasciati prendere per mano e le abbiamo portate con noi, da noi. Le abbiamo trattate come fossero nostre, le abbiamo reinventate, le abbiamo suonate con i nostri strumenti, abbiamo fatto in modo di poterle ascoltare in macchina ad alto volume. Le versioni in cui oggi le proponiamo durante gli spettacoli, di nuovo con voci e chitarre, è la riduzione di questo lungo percorso artistico e non già la semplice e didascalica riproduzione degli originali.

Ci concediamo il privilegio di condividere anche la parte più intima del nostro lavoro.

Buon ascolto.

 

Sinking of the Reuben James

Have you heard of a ship called the good Reuben James
Manned by hard fighting men both of honor and fame?
She flew the Stars and Stripes of the land of the free
But tonight she’s in her grave at the bottom of the sea

Oh, tell me what were their names, tell me what were their names
Did you have a friend on the good Reuben James?

Well, one hundred men went down to their dark and watery grave
When that good ship went down only forty-four were saved
T’was the last day of October, we save the forty-four
From the cold ocean waters and the cold icy shore

Oh, tell me…

It was there in the dark of the uncertain night
That we watched for the U-Boats and waited for a fight
Then a whine and a rock and a great explosion roared
And they laid the Reuben James on that cold ocean floor

Oh, tell me…

Now tonight there are lights in our country so bright
In the farms and in the cities they’re telling of the fight
And now our mighty battleship will steane the bounding main
And remember the name of that good Reuben James

 

Traduzione

Avete sentito parlare della nave chiamata Reuben James?
Condotta da uomini duri combattenti, di onore e di fama
Sventolava le stelle e strisce per la terra della libertà
Ma questa sera è nella sua tomba in fondo al mare

Oh, dimmi, quali erano i loro nomi, quali erano i loro nomi?
Hai avuto un amico sulla buona Reuben James?

Un centinaio di uomini è finito in quella buia tomba d’acqua
Quando la nave è affondata solo in quarantaquattro si sono salvati
Era l’ultimo del mese di ottobre, abbiamo salvato i quarantaquattro
Dalle fredde acque dell’oceano lungo le coste ghiacciate

Oh, dimmi…

Fu lì nel buio della notte incerta
Che vedemo gli U-Boats e aspettammo la lotta
Poi un lamento, uno scossone e il ruggito di una grande esplosione
Gettarono la Reuben James sul pavimento del freddo oceano

Oh, dimmi…

Stanotte nel Paese ci sono luci così accese
Nelle fattorie e nelle città si racconta la battaglia
E ora le nostre navi da guerra fischieranno per l’oceano intero
A ricordare il nome della buona Reuben James

Oh, dimmi…

Pubblico-08 – Associazione culturale

Via San Lorenzo 5 – 10015 Ivrea, To

CF 93034910013 – P.IVA 09850210015

Contatti | Crediti